Stop Edison

di Sergio Ruggieri *

La mobilitazione popolare in provincia di Ancona contro l’insediamento di un impianto della multinazionale, rischioso per la salute dei cittadini e per l’ambiente.

La vicenda della vertenza Edison per il momento e’ arrivata ad un punto, che riempie i cuori dei tanti cittadini, dei soggetti sociali che vi hanno lavorato, con dedizione, impegno, iniziative, volantinaggi, concerti, al blocco espresso dalla Provincia di Ancona.

L’assemblea permanente Stop Edison, contenitore, convergenza sorta allo scopo di ostacolare i progetti invasivi della Edison, che vogliamo ricordarlo, per i troppi smemorati che dimenticano i morti, le cause, ancora in essere per l’impianto che Montedison aveva attivato a Marzocca, le lavorazioni di amianto lasciano strade seminate di morti e invalidi, di cause, di tumori alle vie respiratorie.

Quando il progetto dello stabilimento di Jesi e’ stato reso pubblico sono quindi partite le prime assemblee, coadiuvate da un noto ambientalista che con Edison aveva un trascorsso di lotte e cause, Augusto De Sanctis, che ci ha indirizzato e aiutato nell’avvio della nostra pratica legale e di lotta.

La struttura di lavaggio dell’amianto e di altri rifiuti pericolosi stando alle pretese di Edison, sarebbe dovuto sorgere in zona Zipa, ad una distanza limitata dalla mensa interaziendale, dove vanno a pranzo moltissimi lavoratori della Vallesina.

In quella stessa struttura vengono preparati i pasti per gli asili jesini e anche un asilo è ospite dell’abitato.

Assemblee cittadine, raccolte di firme, consigli comunali aperti, un processo partecipativo, vero e di massa con corteo cittadino, come non se ne ricordavano dai tempi della Sima, o scioperi provinciali dei metalmeccanici.

La Provincia di Ancona nella sua autonomia e nelle sue competenze ha formulato il rigetto, elargendo anche tempi supplementari alla Edison, una multinazionale non abituata a ricevere dinieghi.

Certamente l’aspetto istituzionale, il percorso fatto da una parte importante della società civile, saranno argine alle pretese dell’arroganza padronale.

Il pregresso della realtà della provincia di Ancona era stato segnato da una legislazione avanzata che definiva il territorio “zona ad elevato rischio ambientale”, ma sia centrosinistra che destra nel 2015 hanno mancato di rifinanziare tale provvedimento che prevedeva anche la bonifica di alcune realtà fortemente inquinate.

Ora si riparte grazie ad una lotta popolare, con la partecipazione ed il contributo di tanti, può riprendere un percorso per il bene comune.

* Componente Usb Ancona

Immagine: foto di pubblico dominio tratta dalla rete internet

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