della redazione
Ha scritto Isaac Saney, coordinatore del programma di Studi sulla diaspora afroamericana presso la Dalhousie University di Halifax, che “la lotta per difendere la Revolución – per preservare l’indipendenza, la sovranità e l’autodeterminazione di Cuba – non è semplicemente la lotta di una piccola nazione caraibica che resiste a un vicino potente. È piuttosto una lotta con conseguenze profonde e incalcolabili per l’America Latina, i Caraibi e la lotta globale per la giustizia, la dignità e i diritti dei popoli”.
“La posta in gioco a Cuba non è mai stata solo Cuba. Il destino della Revolución è inscindibile dalla più ampia contesa storica tra dominio ed emancipazione, tra impero e sovranità, tra un mondo ordinato dal profitto e dal potere e uno fondato sui bisogni umani e la dignità collettiva”.
Ancora una volta, gli Stati Uniti si spingono a sostenere che Cuba rappresenterebbe una minaccia per la propria sicurezza nazionale, un’accusa falsa, ridicola e inverosimile. Hanno imposto un blocco petrolifero, con conseguente paralisi di ospedali, scuole, industrie, servizi e trasporti.
Stanno cercando di impedire ai medici cubani, tra cui quelli attivi e indispensabili in Italia, di salvare vite; stanno tentando di paralizzare il sistema educativo, interamente pubblico, gratuito e universale; stanno cercando di privare Cuba perfino dell’energia necessaria per garantire l’accesso all’acqua e al cibo; in breve, intendono strangolare e asfissiare un Paese e un popolo.
Cuba non promuove il terrorismo, piuttosto ne è stata e continua a esserne vittima. Agisce per la pace e realizza quotidianamente solidarietà internazionale e internazionalista. È impegnata, sin dal trionfo della Revolución, a costruire una società giusta ed equa. Ha sradicato l’analfabetismo, curato milioni e milioni di persone, e ridotto i tassi di mortalità infantile e materna a livelli paragonabili a quelli dei Paesi più avanzati del mondo.
Non lancia bombe ma invia medici e insegnanti in altre nazioni, in tutti i continenti. Sviluppa vaccini distribuiti gratuitamente e, durante la pandemia di covid 19, ha dato un contributo essenziale, anche qui in Italia, a salvare vite, migliaia di vite. Promuove lo sport come diritto del popolo ed è il paese di lingua spagnola ad aver vinto il maggior numero di medaglie nella storia dei Giochi Olimpici.
Promuove l’arte e la cultura come diritto di tutti/e, e ha un sistema gratuito di scuole d’arte, dove si sono formati e si formano attori/attrici, registi/e, artisti/e, musicisti/e, ballerini/e, molti provenienti da famiglie povere, la cui arte è riconosciuta a livello internazionale e che, in un sistema diverso da quello cubano, difficilmente avrebbero potuto affermarsi.
Ci uniamo pertanto alla voce delle autorità e del popolo di Cuba che, compatto, resiste all’aggressione imperialistica e difende la propria libertà, indipendenza, sovranità, la propria autodeterminazione, il proprio originale modello economico e sociale, le conquiste straordinarie, sul piano politico, sociale, culturale, conseguite in oltre 60 anni di Revolución.
Condanniamo l’ennesima escalation statunitense, il criminale bloqueo, le oltre 240 misure coercitive unilaterali e il più recente blocco petrolifero contro Cuba.
Esprimiamo la più ampia solidarietà internazionalista, una solidarietà politica e concreta, a difesa di Cuba, faro di dignità, giustizia ed emancipazione per il mondo intero.
Sosteniamo, sviluppiamo e moltiplichiamo tutte le iniziative, in senso internazionalista e antimperialista, a difesa di Cuba socialista e rilanciamo la proposta di una grande, sempre più urgente e necessaria, manifestazione nazionale, una mobilitazione di popolo a difesa di Cuba.







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