Il comunicato stampa del Partito Comunista di Unità Popolare a sostegno dello sciopero internazionale dei lavoratori dei porti
Insieme ai lavoratori portuali
Il Partito Comunista di Unità Popolare aderisce, sostiene e invita tutti i lavoratori ad aderire allo sciopero nazionale e internazionale dei porti, contro la guerra, le politiche di riarmo e la complicità coi conflitti in corso.
Con questo sciopero i lavoratori portuali confermano e rilanciano la grande tradizione di lotta contro la guerra e il traffico d’armi che li ha visti protagonisti in tutto il ‘900.
In questo momento, più che mai, è necessario che i lavoratori scendano in campo contro la spinta verso la guerra, che si sta estendendo sempre di più e rischia di trascinarci in una nuova guerra mondiale.
Una spinta alla guerra che vede in primo piano gli Stati Uniti, i governi europei e la UE.
Nella UE il gigantesco piano di riarmo sta, già ora, sacrificando la spesa sociale, assorbendo tutte le risorse economiche a scapito degli stipendi, della sanità, dell’istruzione, delle politiche ambientali ecc..
Riteniamo che si debba lavorare per estendere questa grande iniziativa di lotta a tutte le categorie di lavoratori, per arrivare ad uno sciopero generale nazionale, che veda in campo tutti i sindacati che condividano gli obiettivi che sono indicati nella piattaforma dello sciopero del 6 Febbraio, in modo da mobilitare il massimo di forze possibile in un momento così cruciale come quello attuale.
Questo sciopero è stato indetto dal sindacato USB e già condiviso da tanti lavoratori e militanti CGIL.







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