di redazione
Il “Socialismo dai caratteri cinesi”, il ruolo determinante della Cina nel cambiamento dei rapporti di forza internazionali a favore del fronte antimperialista, il ruolo d’avanguardia del Partito Comunista Cinese: questi gli interessanti temi politici e teorici del Convegno di Venezia
Venezia, sabato 4 ottobre, ore 17.00: importante convegno, presso la Scoletta dei Calegheri, Campo San Tomà 2857, sul tema “La Cina della Nuova Era”. Organizzato dalla Federazione del PCI di Venezia, da “Venezia Pace e Lavoro” e dal Gruppo Consiliare “Città di Venezia”, il Convegno metterà sotto una vasta luce analitica le grandi questioni relative allo sviluppo economico cinese (al “socialismo dai caratteri cinesi”), all’odierno e centrale ruolo internazionale della Repubblica Popolare Cinese, al rapporto economico-commerciale della stessa città di Venezia con la Cina e all’impatto della nuova potenza economica e politica cinese con le forze italiane, innanzitutto quelle comuniste, che hanno come obiettivo la trasformazione sociale e socialista in Italia.
Un chiaro segnale della densità politica e intellettuale del Convegno è dato dal fatto che sarà la dottoressa Wen Xinna, dell’Ufficio Politico del Consolato della Repubblica Popolare Cinese, ad aprire i lavori dello stesso Convegno con un suo, importante, saluto politico.
Ad introdurre poi il dibattito e coordinarlo sarà Betty Toffolo Rossit, Presidente del Comitato Regionale del PCI del Veneto. Di Francesco Maringiò, della redazione di “Marx 21” e studioso e profondo conoscitore della “questione cinese”, sarà il primo intervento, che avrà come tema preciso “Il ruolo d’avanguardia del Partito Comunista Cinese nella Cina della Nuova Era”. Un tema, questo che affronterà Maringiò, di grandissima importanza, a partire dal fatto che è proprio il Partito Comunista Cinese (che ha progettato storicamente e con straordinari esiti positivi, la via del “socialismo dai caratteri cinesi” e la via delle “aree speciali” neocapitaliste all’interno del sistema socialista) a dover garantire, come una forza d’avanguardia e rivoluzionaria, lo sviluppo del socialismo.
Giambattista Cadoppi (del Centro Studi Nazionale “Domenico Losurdo”, autorevole studioso della storia cinese e del socialismo cinese e autore di diversi studi storiografici, specificatamente relativi ai paesi socialisti), interverrà sul tema, cruciale, “Per un mondo multipolare: il ruolo chiave della Cina”.
Sarà Laura Fincato, insegnante -ricercatrice e Cittadina onoraria di Suzhou, a “raccontare”, successivamente, la Cina, a partire dalle sue stesse, profonde conoscenze.
Concluderà il Convegno Fosco Giannini, già Senatore della Repubblica, già Capogruppo al Dipartimento Esteri del Senato e autore di due saggi sulla Cina, il primo uscito nel 2021 in Italia e dal titolo “La Cina della Nuova Era” e il secondo – “Teoria e sviluppo del socialismo dai caratteri cinesi” – richiestogli dall’Accademia delle Scienze Sociali del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese e uscito, in inglese e in cinese, a Pechino nel 2023. Giannini, Coordinatore nazionale del Movimento per la Rinascita Comunista, traccerà un parallelo tra la Nep leninista e lo sviluppo economico cinese, dalla fase delle Quattro Modernizzazioni ad ora; metterà a fuoco il ruolo decisivo che la Repubblica Popolare Cinese ha avuto sia per la costituzione dei Brics che per l’avvenuto cambiamento, dopo l’autodissoluzione dell’Urss, dei rapporti di forza internazionali a favore del fronte antimperialista, e metterà in luce, Giannini, una questione decisiva: il fatto, cioè, che sia il titanico sviluppo cinese che il conseguente cambiamento dei rapporti di forza internazionali a sfavore del fronte imperialista abbiano riconsegnato piena legittimità storica anche alle forze comuniste, antimperialiste e rivoluzionarie dei Paesi dell’Occidente capitalistico (compresa l’Italia) e come, a partire da ciò, sia oggi necessario, in questi Paesi e in Italia, perseguire con forza e determinazione l’unità dei comunisti e delle forze antimperialiste, al fine di dare potenza politica e sociale al ruolo rivoluzionario che queste forze possono svolgere proprio nel nuovo contesto internazionale segnato, anche e soprattutto in virtù del rafforzamento cinese, dall’arretramento e dalla crisi della potenza imperialista generale.








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