No ai licenziamenti politici, garantire la libertà sindacale

No ai licenziamenti politici, garantire la libertà sindacale

Il documento del Partito Comunista di Unità Popolare sulla stretta repressiva in atto in diversi luoghi di lavoro, che ha determinato alcuni licenziamenti politici, e di adesione alla manifestazione nazionale indetta per il 19 settembre a Milano. 

 

No ai licenziamenti politici, garantire la libertà sindacale!

Per un fronte di opposizione contro il governo padronale Meloni

Il Partito Comunista di Unità Popolare (PCUP) aderisce alla manifestazione di Milano del 19 settembre: contro i licenziamenti politici e a difesa della libertà sindacale indetta dalla CUB Sanità e USI Sanità

Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un attacco repressivo ai diritti democratici nei luoghi di lavoro. Diversi sono stati i licenziamenti di delegati sindacali e dei lavoratori più combattivi con l’obiettivo di piegare ogni forma di dissenso organizzato nei luoghi di lavoro.

La libertà sindacale, conquistata con decenni di lotte operaie, è sotto assedio nel silenzio complice delle istituzioni e delle leggi che precarizzano la vita di chi lavora.

Il PCUP sarà in piazza a Milano al fianco della CUB e di tutti i lavoratori in lotta per:

  • per esprimere la nostra solidarietà di classe, uniti si vince!

  • Il reintegro immediato di tutti i licenziati per motivi politici e sindacali.

  • libertà di organizzazione per tutti i sindacati nei luoghi di lavoro.

  • i luoghi di lavoro devono essere spazi di democrazia in cui vige la Costituzione.

Contro la svolta repressiva del padronato, del governo Meloni, di Confindustria, ecc. i comunisti e le comuniste del PCUP ritengono che per migliorare la condizione dei lavoratori sia necessario e urgente:

  • costruire lo sciopero generale per cacciare il governo padronale Meloni costruendo un fronte popolare unitario di opposizione per aumenti reali di salari e pensioni, calmierare i prezzi di prima necessità e ripristinare un meccanismo di “scala mobile” contro l’inflazione;

  • abolire la precarietà dei contratti di lavoro che rende ricattabile la libertà di azione sindacale, in particolare per i giovani;

  • fermare i provvedimenti governativi restrittivi degli spazi di libertà;

  • fermare la militarizzazione della società riconvertendo i miliardi di euro stanziati a favore di una politica industriale, case, lavoro, sanità e scuole pubbliche per i ceti popolari;

  • rovesciare la politica estera bellicista di sostegno a Israele, USA, NATO e UE, denunciando il genocidio dei palestinesi, rompendo le relazioni con il regime di Kiev e abolendo l’embargo contro il popolo cubano;

  • avviare una politica di cooperazione internazionale pacifica con i BRICS per rilanciare la nostra economia.

Invitiamo i nostri militanti, i simpatizzanti e tutte le forze della sinistra di classe, invitiamo i cittadini e i giovani a convergere a Milano il 19 settembre.

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