Contro la guerra di Israele, per i diritti e la libertà dei popoli

Contro la guerra di Israele, per i diritti e la libertà dei popoli

Il documento del Movimento per la Rinascita Comunista e di Resistenza Popolare sull’aggressione all’Iran.

L’aggressione di Israele contro l’Iran, avviata la notte tra il 12 e il 13 giugno, conferma e aggrava ciò che già è evidente ai popoli del mondo: Israele sta portando ed espandendo la guerra in tutto il Vicino Oriente, un impressionante programma, lungo tutto lo scacchiere regionale, di guerra multidimensionale, fatta di terra bruciata, pulizia etnica e genocidio, operazioni di intelligence, guerra aperta e guerra preventiva.

Si compie, con questa nuova aggressione all’Iran, inedita per forme, estensione e portata, un ennesimo crimine internazionale da parte di Israele, che prosegue e allarga la guerra scatenata a partire dall’ottobre 2023, e che rischia di precipitare non solo il Vicino Oriente ma il mondo intero in una spirale senza ritorno, con la vergognosa complicità delle potenze imperialistiche occidentali.

È appena il caso di osservare come, subito dopo l’aggressione, il presidente francese non abbia esitato a dichiarare che Israele ha il diritto di difendersi e garantire la propria sicurezza, a dispetto del fatto che sia stato proprio Israele ad attaccare e colpire l’Iran, e il cancelliere tedesco abbia a sua volta confermato che l’obiettivo dell’azione militare sia quello di impedire all’Iran di sviluppare armi nucleari, volutamente dimenticando la firma, nel 2015, del JCPOA, vale a dire dell’accordo sul Piano d’azione congiunto globale sul nucleare iraniano, accordo firmato non solo da Iran e Stati Uniti, ma anche da Russia, Cina, Germania, Francia e Regno Unito.

Sullo sfondo della contraddizione principale, tra imperialismo occidentale e mondo multipolare, si staglia dunque la specifica minaccia per la pace e la sicurezza internazionale rappresentata dall’odierno Stato di Israele, dalla sua leadership politico-militare e dalla specifica declinazione ultra-nazionalista e suprematista della sua ideologia-guida, il sionismo. E’ stato il quotidiano Haaretz, non più tardi dell’ottobre scorso, a definire questo governo Netanyahu un governo fascista, sottolineando che, in particolare, “il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich e il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir si attengono alla loro missione di sfruttare quella che considerano un’opportunità storica capitata al popolo ebraico il 7 ottobre”.

Quello che accade in Palestina dopo il 7 ottobre è un vero e proprio abisso di arbitrio e disumanità.

Israele blocca gli aiuti, fa strame dei principi umanitari, calpesta il diritto internazionale, colpisce la solidarietà internazionale e perfino le Nazioni Unite, si rende responsabile di efferati crimini di guerra e contro l’umanità, come dimostrano i bombardamenti indiscriminati dei centri abitati, delle infrastrutture civili e perfino degli ospedali e dei punti di distribuzione degli aiuti, e prosegue la sua politica di colonizzazione del territorio palestinese. Il genocidio a Gaza è lo sconvolgente punto di arrivo delle politiche di aggressione e di pulizia etnica contro il popolo palestinese: al 9 giugno 2025, sono oltre 55 mila i morti e oltre 126 mila i feriti.

Non c’è dubbio, per chi non sia accecato dalla propaganda o dalla malafede, che, come ha riferito la recente Relazione della Commissione speciale di indagine delle Nazioni Unite (documento A/79/363 del 20 settembre 2024), «le politiche e le pratiche di Israele durante il periodo preso in esame sono coerenti con le caratteristiche del genocidio. […] I civili sono stati uccisi in massa in modo indiscriminato e sproporzionato a Gaza, mentre nella Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est, coloni, militari e personale di sicurezza israeliani hanno continuato a violare impunemente i diritti umani e il diritto umanitario. Alti funzionari governativi e militari israeliani devono essere ritenuti responsabili, anche per l’uso di un linguaggio disumanizzante e l’incitamento alla violenza». Ed è in corso, avviata dal Sudafrica e sostenuta da tanti Paesi del Sud globale, dell’emergente mondo multipolare, la causa per genocidio contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia.

È bene ribadirlo: il governo di Israele, oggi, è un pericolo per la pace e la sicurezza a livello internazionale.

Occorre rilanciare la lotta per la pace, la giustizia e la libertà dei popoli. Fermare le guerre dell’imperialismo. Incriminare Netanyahu e i responsabili del genocidio e dei crimini di guerra e contro l’umanità. Fermare immediatamente i massacri e il genocidio, bloccare l’espansione e la costruzione delle colonie sioniste, parte fondamentale della strategia di colonialismo di insediamento nel territorio palestinese. Consentire l’immediata apertura dei canali umanitari e l’immediata consegna di aiuti umanitari. Cancellare gli accordi militari con Israele e revocare il Memorandum d’intesa con Israele in materia di cooperazione nel settore militare.

Sostenere la campagna BDS di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro l’occupazione e l’apartheid israeliane. Richiedere in sede internazionale l’applicazione di sanzioni legittime contro Israele, responsabile di genocidio e crimini di guerra e contro l’umanità. Un impegno di massa, condiviso, per la pace, per la libertà dei popoli, a fianco della lotta di liberazione del popolo palestinese, a fianco dell’umanità e della giustizia.

Fuori l’Italia dalla NATO e dall’Unione europea!

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