Marx e il materialismo dialettico: l’anteprima scaricabile dell’Introduzione del libro collettivo

Marx e il materialismo dialettico: l’anteprima scaricabile dell’Introduzione del libro collettivo

Un libro collettivo sulla storia del materialismo dialettico. Ne presentiamo qui in anteprima la corposa introduzione, che è possibile scaricare integralmente. Gli autori del volume digitale, ancora in corso di lavorazione, sono: Daniele Burgio, Giulio Chinappi, Massimo Leoni, Alberto Lombardo, Martino Marconi, Vanna Melia, Roberto Sidoli, Pietro Terzan. L’uscita del libro è prevista per il 7 novembre, anche su «Futura Società».

 

 

Introduzione a Marx e il materialismo dialettico

Karl Marx: «Per il suo fondamento, il mio metodo dialettico non solo è differente da quello hegeliano, ma ne è anche direttamente l’opposto. Per Hegel il processo del pensiero, che egli trasforma addirittura in soggetto indipendente col nome di idea, è il demiurgo del reale, che costituisce a sua volta solo il fenomeno esterno dell’idea o processo del pensiero. Per me, viceversa, l’elemento ideale non è altro che l’elemento materiale trasferito e tradotto nel cervello degli uomini». (Poscritto alla seconda edizione del Capitale, 24 gennaio 1873)
Hồ Chí Minh: «Il marxismo ha il vantaggio del metodo dialettico» (“Ho Chi Minh on religion and belief issues”, in Social Sciences Publishing House, Hanoi, 1996, p. 152).
Che Guevara: «Non si pretende che si faccia uno studio memorizzato di ogni testo né che si applichino, schematicamente, i concetti dei testi; si tratta di insegnare a pensare e insegnare a pensare con la base del materialismo dialettico», in L’ideario di Ernesto “Che” Guevara, italiacuba.it.

Decine di milioni di esseri umani hanno aderito in passato e tuttora, all’inizio del terzo millennio, approvano almeno le linee generali del materialismo dialettico: partendo dalla Cina attuale con i suoi cento milioni di iscritti al Partito Comunista fino al Vietnam prevalentemente socialista, passando dal Laos, da Cuba e dal Venezuela bolivariano per giungere infine a una sezione minoritaria, ma negli ultimi anni crescente, degli intellettuali e degli operai antagonisti che operano nelle metropoli imperialiste.
Anche ai nostri giorni e all’inizio del terzo millennio, a dispetto di una furibonda e continua campagna anticomunista su scala mondiale che dura da più di tre decenni, milioni di esseri umani tuttora, come avvenne del resto su scala planetaria a partire dal 1917-25, aderiscono alle concezioni materialistiche e dialettiche. (1)
Si tratta di un fenomeno ideologico-culturale impressionante per estensione quantitativa e resilienza temporale ancora all’inizio del Ventunesimo secolo ma sul quale, almeno in terra occidentale per una serie di motivi su cui torneremo, è stato elaborato e scritto molto poco, al di là di rapidi e frettolosi accenni all’interno delle diverse storie del marxismo pubblicate nel corso dell’ultimo secolo e di analisi contenute in rari saggi di chiara matrice anticomunista, come l’ormai remoto libro di G. A. Wetter, intitolato Il materialismo dialettico sovietico. (2)
Inoltre, il processo di snaturamento e falsificazione, di livello sofisticato, compiuto contro le tesi centrali del materialismo dialettico ha via via conosciuto una serie di famosi protagonisti, nel mondo occidentale.
Infatti, nel 1947, assieme a M. Horkheimer, T. Adorno pubblicò, come presunto marxista e futuro collaboratore di pubblicazioni culturali finanziate dalla CIA, il saggio intitolato Dialettica dell’illuminismo, nel quale si era cercato di far passare come rivoluzionaria e antagonista una vacua e assurda tecnofobia, completamente opposta al prometeismo cooperativo di Marx. (3)
Ma non solo.

Alcuni anni fa si è arrivati al punto che un noto filosofo anticomunista come S. Žižek, nel suo tentativo di spacciarsi per marxista, aveva presentato la sua banale ricopiatura e riproduzione del grande idealismo oggettivo, elaborato due secoli prima da Hegel, addirittura come una sorta di rinnovamento del materialismo dialettico, pur non avendo le sue tesi alcuna affinità e connessione con quest’ultimo. (4)
Questo libro, assieme a quelli che seguiranno, cerca di iniziare a colmare un particolare buco nero teorico indicando gli elementi principali del materialismo dialettico, oltre a smentire e confutare il presunto e inesistente divorzio tra Marx e il materialismo dialettico.
Larga parte degli studiosi, dei marxologi e dei teorici del marxismo occidentale, infatti, hanno cercato di staccare e separare Marx dalla filosofia marxista sviluppatasi negli ultimi due secoli, di solito agitando lo spauracchio del famigerato “diamat stalinista”.
Hanno completamente torto.
Questa cerchia intellettuale da molti decenni cerca inoltre di far dimenticare che Marx scrisse una splendida tesi di laurea filosofica, e fra l’altro su pensatori materialisti quali Democrito ed Epicuro, non certo un trattato di giurisprudenza, di chimica organica o altro.
Cerca di obliterare che Prometeo e la plurimillenaria corrente teorica e pratica del prometeismo (sdoppiata al suo interno tra un prometeismo comunista o “rosso”, centrato sulla liberazione collettiva, e controtendenze di natura classista o schiavista, un prometeismo “nero” alla Y. Harari, che esalta invece l’innovazione come profitto individuale) trovò il suo miglior erede e sviluppatore proprio in Karl Marx, fin dalla sua tesi di laurea del 1841. (5)
Tenta di evitare il “fatto testardo” (Lenin) in base al quale Marx nel 1843 elaborò un magnifico e iperfilosofico testo, intitolato in modo inequivocabile Per la critica della filosofia del diritto di Hegel.

Il rapporto tra uomo e natura, il “ricambio organico” fra di loro risulta inoltre un tema centrale – e squisitamente filosofico – contenuto nei Manoscritti economico-filosofici del 1844, elaborati da Marx molto prima della genesi delle teorie ecologiste nelle loro più diverse declinazioni.
Se non bastasse, poi, il libro di Marx ed Engels pubblicato nel 1845 e intitolato La sacra famiglia risulta un’opera densa di spunti analitici, come ad esempio una breve ma lucidissima storia del plurisecolare materialismo all’interno della filosofia occidentale.
E le celebri Tesi su Feuerbach, pubblicate postume nel 1888? Al loro interno si tratta di praxis, criteri di verità e oggettività, non certo di edilizia o gastronomia…
Seguono poi le indicazioni contenute in una sua lettera ad Engels del 16 gennaio 1858, nella quale si lodava la Logica di Hegel, e, quindici anni dopo, nello splendido poscritto alla prima edizione del Capitale, datato 24 gennaio 1873, nel quale il genio di Treviri chiarì il suo rapporto con Hegel, cos’era l’idealismo oggettivo di Hegel e quale risultasse invece la concezione dialettica marxiana del mondo, oltre a fornirci un formidabile abbozzo del principio fondamentale della logica dialettica: ossia A = A e anche non A, formula da intendersi come l’unità dialettica di permanenza e cambiamento in ogni ente del cosmo e in ogni secondo dell’esistenza di qualunque fenomeno naturale.
Siamo in presenza di altre strade luminose in campo filosofico, ma sigillate e chiuse per sempre, almeno per la maggioranza dei marxologi e dei marxisti occidentali: partendo dall’agnostico – in campo filosofico – Karl Kautsky fino agli esangui analisti del presente di Marx, quali Favilli e Musto per limitarci all’Italia. (6)
«Ho seminato draghi e ho raccolto pulci», si sfogò giustamente Marx in un aforisma che si adatta perfettamente anche alle opere della parte maggioritaria dei suoi biografi occidentali. (7)

Nelle metropoli imperialiste solo l’ormai dimenticata opera del gesuita J.-Y. Calvez, Il pensiero di Karl Marx, espose e delineò dopo il 1953 due verità indiscutibili: e cioè che fu Marx, e non certo Engels, il creatore principale del materialismo dialettico, mentre quest’ultimo rappresentava in passato e costituisce tuttora un tassello importante del marxismo e del socialismo scientifico.

continua

Cliccare qui sotto per scaricare il file dell’Introduzione integrale

Introduzione Marx e il materialismo dialettico

Riferimenti:

1 E. Hobsbawm, “Come cambiare il mondo”, ed. Rizzoli;
A. Agosti, “La Terza Internazionale”, vol. 2, parte prima, p. 183, Editori Riuniti.
2 G. A. Wetter, “Il materialismo dialettico sovietico”, ed. Einaudi.
3 F. Stonor Saunders, “La guerra fredda culturale: la CIA e il mondo delle lettere e delle arti”, ed. Fazi.                          4 T. Adorno e M. Horkheimer, “Dialettica dell’illuminismo”, ed. Einaudi; S. Žižek, “Meno di niente. Hegel e l’ombra del materialismo dialettico”, ed. Ponte alle Grazie.
5 Y. N. Harari, “Da animali a dei: breve storia dell’umanità”, ed. Bompiani.
6 M. Waldenberg, “Il papa rosso”, Editori Riuniti.
7 D. Mclennan, “Marx”, ed. Il mulino;

 

Immagine: John Jabez Edwin Mayall, Public domain, via Wikimedia Commons

 

 

 

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