di Gianmarco Pisa
Nel suo intervento nell’ambito del III Incontro Internazionale delle Pubblicazioni Teoriche della Sinistra, il presidente della Repubblica di Cuba, Díaz-Canel, ha ribadito l’importanza, di fronte alle sfide grandi e complesse del nostro tempo, di organizzare incontri teorici di dialogo e coordinamento, di approfondimento e riflessione, delle pubblicazioni teoriche dei partiti, delle organizzazioni e dei movimenti della sinistra.
L’importanza di incontri di questo tipo è insieme, come complesso indisgiungibile, teorica e politica; le pubblicazioni teoriche e teorico-politiche del campo della sinistra sono infatti le protagoniste della battaglia per la verità e, di conseguenza, della battaglia delle idee e della lotta per l’egemonia di cui il mondo ha bisogno, di fronte alla disinformazione e alla manipolazione mediatica, la cui risposta non può che passare per una soluzione emancipatoria, una fuoriuscita nella direzione, propria della sinistra, della liberazione umana, della dignità, del progresso e della giustizia sociale. Questa battaglia, parte della più articolata “battaglia delle idee”, battaglia politica e culturale, è più che mai necessaria: nel tempo della “dittatura dell’attenzione”, sostenuta dalla “dittatura dell’algoritmo”, sempre più la destra, politica e culturale, tende a imporre i propri costrutti egemonici, la manipolazione della verità, la scomparsa dei fatti e il trionfo della narrazione, la polarizzazione della narrazione stessa e l’imposizione di uno schema ideologico e politico-culturale apparentemente semplice ma straordinariamente potente, informato alla logica del capitale, del neofascismo, del suprematismo.
A tutto questo, sempre più la sinistra deve sapere contrapporre il primato del reale e l’affermazione di una “dimensione propriamente umana dell’umano”, riposizionando la questione fondamentale della liberazione umana. La missione della sinistra in questo campo, se può essere racchiusa in due sole parole, è proprio quella della piena emancipazione umana e dell’incessante avanzamento dei popoli. È, questa battaglia, più urgente che mai, perché “le grandi centrali mediatiche non informano, ma distorcono; non comunicano, ma colonizzano”. Non è un caso che i tre assi tematici del III Incontro siano stati, precisamente, la sfida dell’intelligenza artificiale, la lotta contro il fascismo in tutte le sue denominazioni e manifestazioni e, appunto, la lotta contro il colonialismo culturale. Per questo, come ha osservato ancora Díaz-Canel, “le pubblicazioni della sinistra hanno una responsabilità storica nella battaglia per la verità, vanno dotati i cittadini di alfabetizzazione mediatica e pensiero critico, capaci di smantellare la manipolazione e riconoscere nel concetto “rivoluzionario” uno strumento pieno ed effettivo di liberazione”. Oggi, infatti, ha ribadito “pensare è lottare, pubblicare è resistere, comunicare è liberare, e in questa battaglia dobbiamo impegnarci tutti”.
È un’eco dell’attualissima “battaglia delle idee” ispirata dal leader storico Fidel Castro, quale – gramscianamente e leninianamente – dirigente e intellettuale di gigantesca levatura. Oltre al suo valore umanistico e filosofico, la rivoluzione è infatti strumento di lotta politica, da focalizzare e sviluppare nella sua interezza, come un “concetto indivisibile”. Non è una «ricetta per l’osteria dell’avvenire», non è né vuole essere una prescrizione di ciò che dovrebbe essere fatto, bensì un riferimento costante di ciò che va tenuto presente e di ciò che deve essere realizzato e innovato. È uno strumento per seminare idee e coscienza (“Seminiamo idee e tutte le armi create da questa civiltà barbara saranno superflue; seminiamo idee e la distruzione irrimediabile del nostro ambiente naturale di vita potrà essere impedita”) come armi contro l’imperialismo: “La rivoluzione è il senso del momento storico; è cambiare tutto ciò che deve essere cambiato; è completa uguaglianza e libertà”.
Affermare la verità sullo scenario internazionale è quindi anche un ineludibile strumento di lotta per la pace, per la democrazia e per il socialismo, e l’informazione ha un compito strategico nel comunicare e difendere la verità, ad esempio, su Cuba, sul Venezuela, sulla Palestina, vittime della campagna imperialista. È questo il retroterra della proposta, avanzata da Díaz-Canel, di “creare una Rete internazionale di pubblicazioni critiche e sovrane, riconoscendo l’urgenza di coordinare gli sforzi di fronte all’offensiva ideologica dell’imperialismo”.
Un progetto con caratteristiche precise: con “l’obiettivo di consolidare una rete internazionale di pubblicazioni teoriche impegnate nella trasformazione sociale, nella sovranità ideologica e nell’unità dei popoli del Sud”; una rete “che articoli tutti i media cartacei e digitali e l’intero sistema delle pubblicazioni teoriche di sinistra, promuovendo lo scambio di conoscenze e rafforzando la produzione di pensiero emancipatorio, da una prospettiva antimperialista e socialista”; uno strumento per “collegare e articolare i media teorici di sinistra, capace di promuovere co-pubblicazioni tematiche su questioni strategiche – comunicazione politica, sovranità culturale, femminismo popolare, ecologia critica, lotta di classe, tra le altre”. Per farlo, occorre creare una “piattaforma digitale collaborativa multilingue con accesso gratuito a contenuti teorici e materiali di formazione”, tale da promuovere “incontri editoriali, seminari e laboratori di formazione per giovani comunicatori e pensatori”.
“Non solo un progetto editoriale, ma uno strumento politico, un impegno per l’unità ideologica, per la visibilità delle lotte, per la formazione di nuove generazioni di comunicatori rivoluzionari”. Una rete, un impegno, ai quali il Movimento per la Rinascita Comunista e Resistenza Popolare, con la rivista teorica e politica per l’unità dei comunisti, “Futura Società”, presenti ai lavori del III Incontro Internazionale delle Pubblicazioni Teoriche della Sinistra, hanno sin dal primo momento più che convintamente aderito.







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