di Alberto Sgalla
Il governo Meloni, dopo la demenziale introduzione del reato di “rave”, insiste col decreto Sicurezza, nonostante la Corte di Cassazione, supremo giudice di legalità, lo abbia bocciato segnalando nelle sue osservazioni profili formali e sostanziali di criticità che lo rendono tendenzialmente inefficace: non ci sono i presupposti della decretazione d’urgenza, s’introducono 14 nuove fattispecie di reato e 9 aggravanti di delitti già esistenti, norme che rischiano di aggravare il sistema penitenziario, già fortemente in crisi, è violato il principio d’eguaglianza, s’introduce uno “scudo” giuridico per azioni illegali di agenti segreti e membri dei corpi delle diverse polizie, ecc.
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